Massimo Causo on “Crossing a painted Vesuvius” film

scritto da Redazione

Se c’è una cosa che apprezzo in chi produce immagini è la
voglia/capacità di guardare ad altezza d’uomo, non cercare la linea
dell’orizzonte a tutti i costi, ma osservare con curiosità e
partecipazione
ciò che ha sotto gli occhi. Ed è quello che è stato fatto in questo
lavoro.

Barbara La Ragione interview in crossing a painted vesuvius film
English:
If there is something that I appreciate in who produces images it is it wants/ability to watch to height of man, not to try the line of the horizon at all costs, but to observe with curiosity and participation what that it has under the eyes. And it is what it has been made in this job.
Massimo Causo (scrittore, critico cinematografico, regista, autore di saggi critici su Amir Naderi, Andrej Koncaloskij, Maurizio Nichetti, collaboratore di Sentieri Selvaggi, Il cinema del silenzio)

considerations on Crossing a painted Vesuvius, Pierfranco Bianchetti

scritto da Redazione

Luciano appartiene ( lo sospettavo dal suo primo lavoro..) proprio al mondo artistico – intellettuale di Napoli; a coloro che tengono alto il nome della città; a chi che cerca di esprimersi nella circolazione delle idee senza le quali una società è destinata al fallimento.Quindi non posso che essere contento di questa sua incursione tra musicisti, poeti ed artisti partenopei

Ivan Piano Interviews in Crossing a painted Vesuvius
English:
de Fraia belong (I suspected it by his precedents works)) to the artistic world – intellectual of Naples; to those who they hold high the name of the city; to that which tries to express itself in the circulation of the ideas without a society is destined to the failure. Therefore I cannot that to be happy of this your incursion between Napolitans musicians, poets and artists

Pierfranco Bianchetti (giornalista e critico cinematografico. Ha diretto per oltre quindici anni l’ Ufficio Cinema del Comune di Milano e il cinema De Amicis, . Collaboratore di quotidiani e periodici, organizza cicli e rassegne cinematografiche presso biblioteche, circoli culturali e presso il Museo di Storia Contemporanea di Milano.)

Franco La Magna, critic contribute on Crossing a painted Vesuvius

scritto da Redazione

Linguisticamente impeccabile e originale sottrae le lungaggini
dell’intervista con immagini fantasmatiche. Bravo!

Christian Leperino interview in Crossing a painted Vesuvius

English:
Impeccable video language and brand new ideas Embezzles the longer of normal interview with fantastic images. Bravo !

Franco La Magna, catanese, giornalista e critico cinematografico, collaboratore di giornali, riviste specializzate e on-line (“Cinemasessanta”, “CineCritica”, “Inscena”(ex “Primafila”), “Taglio Corto”, “Cin&media”, “Il Giornale dello Spettacolo”, “Shortvillage”, “Il Nuovo Soldo”, “Il Giornale di Sicilia”, ecc…) è autore dei volumi: Cento anni di cinema a Catania , Il set spettacoloso. Itinerari etnei nel cinema , Maschere di celluloide. Il carnevale nel cinema dalle origini ai nostri giorni .

Franco La Magna, una recensione di Stabat

scritto da Redazione

Due evanescenti tracce luminose, che mostrano gradatamente la loro appartenenza divina, planano dolcemente su Al Khazneh di Petra in Giordania, per liberare e “raccogliere” un’altra anima e infine lasciare, invisibili, il dolore della terra. Selezionato al XXXIII Torino Film Festival (sempre attento ai nuovi linguaggi e alle sperimentazioni) e già in corsa per la partecipazione ad altre competizioni internazionali, Stabat (2005) corto di Luciano De Fraia, attraverso una sapiente elaborazione compiuterizzata mostra in soli 6’ il passaggio del corpo all’anima, appunto lo “stabat”, impadronendosi liricamente della metafora cristiana, speranza escatologica qui resa con chiare ascendenze zavattianiane e wendersiane.
“Dedicato ad una pacifista uccisa in Palestina”, si legge nell’incipit della breve sinossi dedicata al corto dal catalogo del Festival torinese, il lavoro di De Fraia (costato quasi un anno d’ impegno), aiutato dalla lirica e struggente colonna musicale di Christof Unterberger (ma alla leva emotiva fa da pendant quella di denuncia con l’interposizione di immagini belliche di distruzione e di morte ), assembla con singolare sincretismo l’epocale stratificazione storico-artistico-culturale, mostrata con “totali” e simulazione di rapidi movimenti di macchina.

frames from Stabat
La città, aggredita da venti impetuosi e minacciosamente circondata dal deserto, appare muta e indifferente mentre si compie il rito della liberazione dal corpo (con gli angeli costretti a trasformarsi momentaneamente in statue), prima del congedo definitivo dal “pianto” del mondo, rimarcato dall’epilogo “letterario” di Garcia Lorca, di cui (anticipando i titoli di coda) scorrono gli struggenti e dolorosi versi come “pasoliniana” disperazione del presente.

Franco La Magna, catanese, giornalista e critico cinematografico, già redattore delle pagine culturali di un quotidiano catanese, collaboratore di giornali, riviste specializzate e on-line (“Cinemasessanta”, “CineCritica”, “Inscena”(ex “Primafila”), “Taglio Corto”, “Cin&media”, “Il Giornale dello Spettacolo”, “Shortvillage”, “Il Nuovo Soldo”, “Il Giornale di Sicilia”, ecc…) è autore dei volumi: Cento anni di cinema a Catania (Ediprom, Catania, 1995), Il set spettacoloso. Itinerari etnei nel cinema (Bonanno Editore, Acireale-Roma, 2002), Maschere di celluloide. Il carnevale nel cinema dalle origini ai nostri giorni (Bonanno Editore, Acireale-Roma, 2004).
Ha collaborato alla stesura della seconda edizione della Enciclopedia di Catania (Tringale, Catania, 1987). In qualità di esperto ha sviluppato progetti e tenuto incontri sul linguaggio cinematografico). Cura la rubrica di recensioni cinematografiche di “Cronaca Oggi”, quotidiano catanese on-line.

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