Archive for giugno, 2009

Vincenzo Cuoco “saggio sopra il 1799″ Sembra essere la descrizione dell’Italia di oggi.

giovedì, giugno 18th, 2009

Pubblichiamo un altro estratto dal saggio di Vincenzo Cuoco, perchè è di un attualità impressionante. Sembra essere la descrizione dell’Italia di oggi.

“Ma il governo di Napoli avea perduto gran parte delle sue forze, sopprimendo lo sviluppo delle facoltá individuali coll’avvilimento dello spirito pubblico: tutto rimaneva a fare al governo, ed il governo non sapea far nulla, né potea far tutto.

Le nazioni ancora barbare amano di essere sgravate dai tributi, perché non hanno desidèri superflui; le nazioni colte si contentano di pagar molto, purché quest’aumento di tributo accresca la forza e migliori la sussistenza nazionale. Il segreto di una buona amministrazione è di far crescere la riproduzione in proporzione dell’esazione: non è tanto la somma de’ tributi, quanto l’uso de’ medesimi per rapporto alla nazione, quello che determina lo stato delle sue finanze (continua…)

Vincenzo Cuoco saggio sopra il 1799

giovedì, giugno 18th, 2009

Pubblichiamo uno stralcio dal saggio sopra la rivoluzione del 1799, con le dovute trasposizioni ci sembra che stia parlando della crisi dei derivati dei giorni nostri. (nota: agio sta per differenza in più fra il tasso di cambio reale e quello nominale fra due monete )

“I banchi di Napoli erano depositi di danaro di privati, ai quali il governo non prestava altro che la sua protezione. Erano sette corpi morali, che tutti insieme possedevano circa tredici milioni di ducati ed ai quali la nazione ne avea affidati ventiquattro. Le loro carte godevano il massimo credito, tra perché ipotecate sopra fondi immensi, tra perché un corpo morale si crede superiore a quegli accidenti a cui talora va soggetto un privato, tra perché tenevano sempre i banchi il danaro di cui si dichiaravano per depositari e che non potevano convertire in altro uso. Fino al 1793 essi furono riputati sacri.

La regina pensò da banchi privati farli diventar banchi di corte. Il primo uso che ne fece fu di gravarli di qualche pensione in beneficio di qualche favorito; il secondo fu di costringerli a far degl’imprestiti a qualche altro favorito meno vile o piú intrigante; il terzo, di far contribuire grosse somme per i progetti di Acton, che si chiamavano «bisogni dello Stato», quasi che il danaro dei banchi non fosse danaro di quegl’istessi privati ch’erano stati giá tassati. Indi incominciarono le operazioni segrete. Si fecero estrazioni immense di danaro: quando non vi fu piú danaro, si fecero fabbricar carte, onde venderle come danaro. Le carte circolanti giungevano a circa trentacinque milioni di ducati, de’ quali non esisteva un soldo.

(continua…)

ed ecco invece cosa ne scrive chi c’era

venerdì, giugno 12th, 2009

ecco invece scrive l’unico giornalista presente alla proiezione di Napoli: la storia al napolifilmfestival

http://www.campaniasuweb.it/visualizzaarticolo.php?idArticolo=2179

e lo ringraziamo di cuore!!

ecco cosa ci rispondono dal napolifilmfestival

venerdì, giugno 12th, 2009
“trasaliamo nel leggere la sua mail di protesta in cui ipotizza una macchinazione occulta ai suoi danni da parte dell’ufficio stampa. Le assicuriamo che nel redigere il comunicato stampa ci siamo limitati a segnalare “a campione” alcuni dei documentari in concorso. Per motivi di spazio non era possibile citarli tutti, anche perché un comunicato del genere sarebbe stato troppo lungo e controproducente da un punto di vista giornalistico.
Al comunicato stampa è stato comunque allegato il programma dei documentari con le sinossi di tutte le opere.
Le auguriamo di dire sempre “cose che danno fastidio” nei suoi documentari, che saranno così sempre incisivi e sapranno emergere anche al di là di un comunicato stampa.
L’ufficio stampa NapoliFilmFestival”
ovvero,  ci stanno anche sfottendo…evviva!
Ci sembra davvero giunto il momento di far vedere nei fatti l’attenzione con cui il NapoliFilmFestival, che fruisce di fondi pubblici da Regione, Provincia e Comune pur in una situazione cosi disastrosa per la nostra regione,  ricambi tale attenzione e tale sforzo comunitario.
Davvero credono che una passerella di volti noti, che vengono qui a cachet, sia quello di cui ha bisogno la nostra città? E che ignorare, e poi addirittura dileggiare, chi si sforza di produrre contenuti culturali in Napoli, sia quello per cui vengono pagati dalle nostre Istituzioni??

Questo modo di trattare gli autori
(sconosciuti, si grazie, ma solo da loro, ringraziando Iddio)
cercheremo di farlo conoscere, ci proveremo, quanto meno…

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